Perchè No

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Per conoscere le principali ragioni che ci spingono a votare per il NO al Referendum Costituzionale leggi il nostro appello, firmato da duecento giovani e pubblicato il 5 febbraio su il Manifesto

Appello dei giovani attivisti contro il taglio dei parlamentari

Ormai da troppo tempo navighiamo nelle secche di una generalizzata e demoralizzante crisi delle istituzioni democratiche, il cui precipitato consiste nella disaffezione dall’attivismo politico, nel tendenziale aumento dell’astensione elettorale e nell’affermazione di modelli di mobilitazione improntati, nel peggiore dei casi, al leaderismo reazionario e, nel migliore, allo spontaneismo di piazza.

Le forme di partecipazione mutano, si dice: probabilmente non si ha il coraggio di sostenere la loro inequivocabile degenerazione. Una degenerazione che il Paese dolorosamente subisce senza riuscire a superare. Una degenerazione ascrivibile principalmente ad un numero chiuso di fattori determinanti, identificabili nella cattiva qualità della classe dirigente (derivante dalla inidoneità dei metodi di selezione della medesima) e nella crisi dei corpi intermedi (partiti, sindacati, associazioni) e del parlamentarismo rappresentativo e pluralista.

La crisi della democrazia è pienamente identificabile con il venir meno della fiducia riposta dai cittadini nei confronti dei processi democratici: senza tale sentimento condiviso sembra allentarsi il “pactum unionis” che lega gli individui nel consorzio civile, e che ne regola la pacifica convivenza. 

In un panorama come questo, già fonte di preoccupazione, un legislatore avventato ha approvato una legge di revisione costituzionale che produce una significativa diminuzione del numero dei membri delle Camere senza alcun correttivo istituzionale, producendo un allargamento della faglia da tempo già apertasi nel meccanismo della democrazia rappresentativa e mediata. 

La malattia della nostra Democrazia rischia, a questo punto, di essere irreversibile.

In caso di promulgazione della legge costituzionale, infatti, la Camera dei Deputati perderebbe 230 membri, e il Senato 115. Una perdita secca di rappresentanza democratica, senza alcun contrappeso istituzionale o costituzionale.

Un’eventuale vittoria del “SI” causerebbe una netta riduzione di parlamentari eletti, determinando un danno in particolare per i territori periferici, nonché per le minoranze parlamentari, segnatamente per i piccoli gruppi parlamentari, che sarebbero costretti, in ragione del contingentato numero di eletti, a diminuire significativamente il numero di commissioni nelle quali inviare i loro membri.

L’effetto combinato di queste dinamiche è alla fine dei conti soltanto uno: l’aumento del potere parlamentare delle maggioranze al prezzo del sacrificio di quello delle minoranze. Tutto ciò a discapito del pluralismo parlamentare. Altro che intervento contro la cosiddetta “casta”!

 A ciò s’aggiunga che la principale motivazione addotta dai proponenti a sostegno della riforma è il risparmio di spesa, il quale si dovrebbe assestare sui 57 milioni di euro all’anno, pari a circa lo 0,007% della spesa pubblica totale: un valore ridicolamente esiguo se confrontato con le grandezze della contabilità di Stato.

Ma a prescindere dalla rilevanza del risparmio, va anzitutto respinta la vulgata demagogica secondo la quale sia necessario operare un risparmio sui costi degli organi costituzionali: essi rappresentano il fermento vitale del vivere democratico, e non possono in alcun modo subire il condizionamento derivante dal contingentamento delle risorse. Il vero costo sarà pagato dagli italiani, in termini di qualità della rappresentanza democratica.

I rischi che si corrono in questa fase di transizione sono alti: un ulteriore indebolimento degli strumenti di democrazia e rappresentanza rischia di accentuare il carattere elitario dell’attuale assetto dei poteri, con conseguente accentuazione dell’inquietante fenomeno della tecnicizzazione della decisione collettiva. Sono principalmente le nuove generazioni a correre il rischio di ritrovarsi senza colpo ferire in quella che qualcuno ha definito postdemocrazia, un nuovo stadio della vicenda sociale dove la prassi politica non sarà interpretata ma soltanto subita dalla cittadinanza.

Per questi motivi e per altre ragioni di natura tecnico-giuridica, suffragate dalle autorevoli opinioni di alcuni tra i più importanti costituzionalisti italiani, sosteniamo la mobilitazione popolare a sostegno del NO nel futuro referendum confermativo della revisione costituzionale: per rispedire al mittente il disegno di una democrazia quantitativamente e qualitativamente mutilata e per sostenere con coraggio un’altra idea d’Italia, di democrazia, di vita istituzionale, fondata sulla “partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.


Convintamente, 

Jacopo Ricci – Portavoce Nazionale NOstra

Giuseppe De Ruvo – Responsabile Organizzazione NOstra 

Angelo Turco – Consigliere Comunale di Milano

Caterina Renna – Segretaria Giovani Democratici Torino

Francesco Piras – Membro della Segreteria del Partito Democratico di Cagliari

Silvia Rigo – Segretaria Giovani Democratici Trentino

Rosa Ferraro – Coordinatrice NOstra Roma e segretaria Giovani Democratici VII Municipio Roma

Agostino Biondo – Direzione Nazionale Giovani Democratici

Mario Sala – Vicesegretario Partito Democratico XII Municipio Roma

Mario Valente – Segretario Giovani Democratici Calabria

Dario Barberini – Responsabile Comunicazione NOstra e Segretario Atlantide Roma

Livio Ricciardelli – Consigliere Municipale I Municipio Roma

Gianluca Bogino – Consigliere Municipale II Municipio Roma

Luca Lattanzi – Vicesegretario Giovani Democratici Monterotondo

Andrea Mancino – Consigliere Comunale Gioia Tauro

Antonio Fiore – Referente Europa Verde Torino

Giovanni Eusebi – Assemblea Nazionale Partito Democratico

Jacopo Augenti – Rappresentante della Consulta Provinciale di Roma

Angelo Laguardia – Segretario Nazionale Movimento Giovani Invalidi

Daniele Messa – Giovani di Sinistra

Francesco Montagnese – Rappresentante di Facoltà Giurisprudenza La Sapienza

Niccolò Grassano – Segretario Giovani Democratici Imperia

Francesco Labonia – Associazione Indipendenza

Daniele Palermo – Inoltre alternativa progressista

Laura Ortu – Coordinatrice NOstra Sassari

Davide Mazzone – Coordinatore NOstra Benevento

Jacopo Bomprezzi – Coordinatore NOstra Trento

Gennaro De Lucia – Coordinatore NOstra Cosenza

Sebastiano Intelisano – Coordinatore NOstra Catania

Domenico Mazza – Coordinatore NOstra Messina

Lorenzo Vannucci – Coordinatore NOstra Pistoia

Tommaso Cioni – Coordinatore NOstra Firenze

Robert D’Alessandro – Coordinatore NOstra Lecce

Antonio Dresdi – Coordinatore NOstra Bari

Valentino Ferrari – Coordinatore NOstra Genova

Marco Colarossi – Movimento Cinque Stelle

Tommaso Sasso – Membro della Segreteria Nazionale del Movimento Giovanile della Sinistra

Lillo Colaleo – Presidente dell’Assemblea Nazionale del Movimento Giovanile della Sinistra

Andrea Zuddas – Membro della Segreteria Nazionale del Movimento Giovanile della Sinistra

Giulia Gigante – Coordinamento del Movimento Giovanile della Sinistra Salento

Angelo Forte – Coordinamento del Movimento Giovanile della Sinistra Salerno

Cosmo Paolini – Segretario Movimento Giovanile della Sinistra Massa Carrara

Lorenzo Rotellini – Segretario Movimento Giovanile della Sinistra L’Aquila

Raffaele Gonnella – Coordinamento del Movimento Giovanile della Sinistra Molise

Alessandro Francescangeli – Responsabile Contenuti NOstra

Mensur Adzajlic

Benedetta Alaimo

Vincenzo Alba

Irma Albanese

Fabio Altieri

Francesco Argentati

Giancosimo Bacchitta

Amedeo Barbagallo

Claudio Barca

Luca Bertero

Matteo Birtolo

Jacopo Bomprezzi

Riccardo Bonaguidi

Silvia Bonanini

Martina Bordi

Francesco Borello

Alberto Bortolotti

Edoardo Brantschen

Davide Brusaporci

Raffaele Bruschi

Emanuele Buonaguro

Emanuela Buttinelli

Michele Calzoni

Simone Campioni

Mario Canfora

Federico Capiamo

Costanza Castellani

Angelo Casu

Valerio Milano

Antonio Catania

Alessandra Cau

Paolo Maria Cavallo

Francesca Cazzato

Amedeo Celle

Andrea Ciriello

Vincenzo Colaprice

Carmelo Colonna

Nicola Comanzo

Tommaso Cozzi

Vittorio Crispino

Martino Darelli

Federico De Angelis

Massimo De Cillis

Luca De Cristofaro

Pierre De Filippo

Umberto De Luca

Maria Francesca De Martino

Filippo Delle Piane

David Derna

Andrea Di Bari

Marco Di Geronimo

Francesco Di Vita

Bernardo Diana

Antonio Dresdi

Jacopo Esposito

Fabrizio Fabusini

Gaetano Danilo Fagone

Antonia Shanika Fernando Colombage

Carmine Folco

Luca Galanti

Dmitrij Gambaccini

Daniele Giangiulio

Federico Gozzi

Raffaele Grande

Fabrizio Grant

Andrea Greco

Giorgio Griesi

Giuseppe Guastalla

Luca Ianniello

Caterina Ingrassia

Massimo Iovine

Michele Landolfo

Alessio Liberti

Francesco Loconte

Gianmarco Luu

Stefano Manai

Alessio Mancini

Reyen Maniani

Giorgio Marcucci

Angelo Marotta

Mirko Mauri

Andrea Minichelli

Emilio Micocci

Stefano Mingarelli

Tommaso Monni

Andrea Monti

Giuseppe Motta

Alessio Mugnai

Matteo Mugnaini

Jacopo Maria Nannini

Giuseppe Nicolini

Emanuel Oian

Federico Oliva

Francesco Pio Orlacchio

Stefano Orlacchio

Rosario Orlando

Sergio Pantaleo

Giorgio Pecoraro

Luca Pellacani

Filippo Perticara

Claudio Petrozzelli

Vincenzo Piccinonna

Giovanni Pirozzoli

Gabriele Pitton

Vittoria Podo

Giuseppe Porcaro

Valerio Renzoni

Francesco Ripanti

Alessandro Ritella

Isaia Rosica

Gabriele Rubino

Adriano Sacco

Stefano Sanna

Iacopo Santi

Leonardo Santoro

Nino Saraullo

Tommaso Sasso

Nicolò Scarano

Samuel Seminara

Valentina Sole

Michael Sommovigo

Michele Spagnoli

Alice Spanu

Temesgen Spolaor

Pietro Tanzariello

Viola Terzigno

Francesco Tiso

Alberto Tognarelli

Antonio Trifogli

Lucilla Troiano

Emanuele Trovato

Davide Valli

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