MESSAGGIO DEL PORTAVOCE DI NOSTRA AGLI ISCRITTI

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Mobirise

Care amiche, amici; compagni, compagne,

con questa breve mia, rivolgo a tutti voi un pensiero affettuoso in questi momenti complicati, augurandomi che voi tutti, ad includere le vostre famiglie e i vostri amici, stiate bene.

Quest’improvvisa epidemia non ci ha dato modo di capire cosa stesse accadendo: ci ha spiazzati, ha travolto le nostre abitudini e i nostri progetti: e, soprattutto, la nostra mobilitazione, che, come sapete tutti, abbiamo dovuto sospendere. 

Siamo nati in fretta, con la paura di non avere tempo; siamo partiti a gennaio con l’aspettativa di concludere il nostro percorso il 29 di marzo, con l’ultimo gesto di mobilitazione, quello decisivo: infilare la scheda nell’urna.

Una strana sorte ha voluto che tutto ciò non si realizzasse; che i tempi si dilatassero, che la mobilitazione assumesse tutt’altro respiro: dai cento metri, alla maratona. Dallo scatto finale all’allenamento costante.

Dobbiamo dunque cercare di entrare in un’ottica nuova: quella del medio periodo. I media ritengono che il Governo voglia fissare la nuova data dell’appuntamento referendario per la fine di settembre, o l’inizio di ottobre. Stando alle parole del Presidente del Consiglio, verremo anche consultati in proposito. In ogni caso, dobbiamo pensare che la macchina dovrà reggere botta fin dopo l’estate.

D’altronde, in quel poco di mobilitazione che siamo riusciti a fare, NOstra ha dato un’incredibile dimostrazione di forza e di coraggio: abbiamo dimostrato di essere comunità partecipe e militante, attiva e pensante, in grado di affermarsi nel dibattito pubblico e di comunicare al Paese la propria posizione.

Dunque, il nostro futuro è in parte già tracciato: la rotta da seguire è quella già percorsa, e la meta resta sempre la stessa: la difesa dell’impianto democratico-costituzionale d’ispirazione parlamentarista.

Consentitemi, a tal proposito, solo una breve riflessione.

L’Italia in questa fase drammatica della sua vita repubblicana sta dando una grande prova: sta dimostrando di riuscire ad affrontare condizioni straordinarie e che richiedono un intervento risolutivo immediato da parte delle istituzioni mediante procedimenti decisionali semplificati, ma senza stravolgere l’assetto costituzionale dei poteri. Questo non è un dettaglio: in altre realtà statuali, anche vicine alla nostra (per non fare nomi: l’Ungheria) quest’emergenza sta dando adito a veri e propri tentativi di ribaltamento della forma di governo repubblicana, e questo certo non va sottovalutato e non può che destare allarme.

La Repubblica Italiana sta invece dimostrando di saper reagire: in ciò sta la qualità del nostro ordinamento, e della sua Carta fondamentale: nella possibilità di affrontare l’irregolare, il non prevedibile, lo sconvolgente, senza rinunciare alla regolarità dell’azione di Governo, ch’è poi la sua legittimità, la sua conformità a Costituzione. Il Governo sta decidendo. Il Parlamento si sta riunendo, e (anche se con tutti i limiti del caso) sta discutendo e convertendo in legge le decisioni del Governo. I cittadini, dal canto loro, stanno svolgendo l’opera più preziosa, più decisamente democratica: stanno seguendo le regole. Se ognuno continua a fare il suo, se tutti ci affidiamo al principio di legalità, i governati, seguendo le leggi, e i governanti, svolgendo la loro opera in conformità a Costituzione, forse ci sono buone possibilità di uscire da questa brutta storia in breve tempo, e con una democrazia che ha in parte riscoperto il valore delle regole e il ruolo dello Stato.

Vi abbraccio tutti e mi riprometto di vedervi tutti al più presto, in un’assemblea nazionale che convocheremo non appena l’emergenza non sarà che un brutto ricordo.


Con affetto,

Jacopo Ricci

Portavoce Nazionale 

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